Intervista a Paolo Limonta su La Repubblica del 12 Giugno 2015

Primarie obbligate, ma senza un nostro candidato

Paolo Limonta, braccio “sinistro” del sindaco Giuliano Pisapia e coordinatore dei Comitati X Milano: tra PD e SEL non proprio d’accordo sulle scelte per il futuro candidato sindaco voi con chi state?
Intervista a Paolo Limonta
“I Comitati sono dove sono sempre stati in questi quattro anni: non certo al di fuori delle forze politiche, visto che tra noi ci sono iscritti ai partiti. Pensiamo che si debba andare avanti con il percorso inclusivo iniziato nel 2011. E bisogna farlo parlando meno e perando di più sul territorio.”

A chi si riferisce?
Credo che la proposta che il segretario Alfieri ha fatto al sindaco, di entrare nel PD, sia sbagliata. Disegna un partito capace di contenere tutto il centrosinistra milanese, quando invece sappiamo che la forma partito non esaurisce la domanda di rappresentanza dei cittadini. Bisogna allargarsi, non chiudersi: il nostro compito è far vincere il centrosinistra allargando il numero dei votati.”

Si vince anche con il PD e SEL divisi?
Io credo che alle divisioni delle ultime elezioni regionali abbiano contribuito tutti, per questo il centrosinistra oggi deve mettersi in discussione: non ci può essere un progetto vincente senza una competizione aperta, ma è altrettanto necessario che le forse politiche che partecipano alle primarie appoggino chi vince.

Vuol dire che per i Comitati le primarie sono indispensabili?
Non prendiamo nemmeno in considerazione l’ipotesi di un candidato calato dall’alto, non vedo perché non dovrebbero sottoporsi alle primarie come ha fatto Pisapia: se anche fosse un candidato fortissimo, le primarie non potranno che rafforzarlo ulteriormente.

E avete un vostro candidato?
Non ne abbiamo la necessità, e del resto l’appoggio alle primarie potrebbe essere diversificato. Di certo tutti noi lavoreremo per fare in modo che il futuro candidato sindaco, quando lo sceglieremo, si riconosca totalmente nel percorso di inclusione che ci contraddistingue.

Fonte: La Repubblica 12 Giugno 2015

 

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