La città che vogliamo

Sintesi dell’intervento di apertura dell’assemblea cittadina dei Comitati X Milano del 16 Febbraio 2015

Vogliamo approfittare di questa assemblea per evidenziare alcuni aspetti molto significativi di quello che sono stati e di quello che sono diventati i Comitati X Milano.16 Novembre 2015
Il bilancio dei Comitati X Milano riguarda principalmente l’effetto che questi hanno avuto sul territorio con le loro iniziative, con le reti e le sinergie che hanno saputo creare, ma altrettanto importante è l’effetto che i Comitati X Milano hanno avuto su chi li ha mantenuti attivi.
L’identità dei Comitati X Milano si è formata, oltre che grazie ai contenuti, anche grazie ai metodi di lavoro studiati, elaborati e messi in pratica nel corso di questi anni. Si è trattato di veri e propri laboratori di politica nuova, che ci hanno permesso di condividere uno straordinario percorso di formazione individuale e di crescita collettiva.
A questo punto dell’esperienza dei Comitati X Milano sono evidenti, a nostro avviso, alcuni elementi che ne rappresentano i punti di forza

  • modalità nuove
  • inclusione e senso di appartenenza
  • pazienza politica
  • sguardo ampio

Modalità nuove
I Comitati X Milano sono stati e continuano ad essere uno strumento della partecipazione politica dei cittadini.
Nella nostra esperienza ci sono persone che da anni sono attive nelle realtà politiche milanesi, insieme ai molti che hanno ritrovato volontà e capacità di esprimere questa voglia di partecipazione politica dopo anni, oppure che l’hanno scoperta, per la prima volta, durante la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco X Milano.
Abbiamo sempre concepito i Comitati X Milano come strumenti e occasioni di una politica che deve coinvolgere le persone, gli esseri umani con le proprie idee, esperienze e speranze.
Chi come molti di noi “abita” i comitati dal luglio del 2010 sa che le occasioni di sperimentazione sono state tante.
Nell’operare su contenuti concreti, ponendo al centro la partecipazione attiva abbiamo sperimentato nuove metodologie partecipative, per condurre in modo più efficace e condiviso riunioni interne, assemblee di zona e gruppi di lavoro.
Abbiamo sperimentato modalità nuove di gestione dei processi decisionali.
Abbiamo organizzato momenti di studio e autoformazione per far crescere nei comitati la cultura della partecipazione, che ha regole e linguaggio molto precisi. Alle Due giorni X Milano e nelle nostre assemblee cittadine sono state adottate forme nuove per riflettere sul nostro percorso, alternando formazione, ascolto e discussione. Quelle plenarie ci hanno arricchiti e formati fin dalla fase della loro progettazione.
Allo stesso modo sono stati un’esperienza straordinaria di valorizzazione delle competenze e di capacità di riflessione i seminari del gruppo Essere o non essere, sulle forme partito e sui luoghi della politica.

Inclusione e senso di appartenenza
Al proprio interno ogni comitato ha sperimentato l’inclusione, con la presenza di persone appartenenti alla società attiva, ai partiti, alle associazioni. Abbiamo sempre voluto fortemente le porte aperte in entrata e in uscita, senza tessere o iscrizioni.
Per alcuni sarà senz’altro stata una situazione meno rassicurante rispetto alle consuete formule di adesione, ma questa modalità trasversale e inclusiva ha risposto alle esigenze di moltissimi, senza che per questo venisse meno un senso di appartenenza.
Nella quasi totalità le nostre iniziative non sono state “solo” dei Comitati X Milano, ma hanno visto il diretto coinvolgimento e la partecipazione di altri soggetti della cittadinanza attiva milanese. In molte altre situazioni, i Comitati X Milano non sono stati promotori iniziali, ma hanno aderito a iniziative promosse da altri, in sintonia con il proprio carattere inclusivo e con l’obiettivo di sviluppare e sostenere processi di partecipazione.
I Comitati X Milano sono e vogliono continuare ad essere un contesto inclusivo, di sperimentazione di metodi partecipativi e di forme organizzative a rete.
È da sempre aperto (ed è stato il tema centrale della nostra ultima plenaria cittadina di novembre) il confronto sulle forme e gli strumenti della partecipazione dei cittadini a Milano insieme ad una serie di realtà e soggetti “nati dal basso”, che hanno avviato percorsi partecipativi. Insieme abbiamo cercato e stiamo cercando, di costruire una migliore consapevolezza di quali forme concrete può prendere, oggi a Milano, la partecipazione dal basso.

Pazienza politica
Abbiamo sperimentato la pazienza politica. E’ indubbio che sul territorio c’era chi ci viveva come il partito del sindaco. Nell’amministrazione invece c’era chi ci considerava talmente autonomi da non aver bisogno di particolari attenzioni. E noi abbiamo usato creatività e flessibilità per procedere comunque, dopo la fase elettorale, nel nostro lavoro territoriale e cittadino.

Sguardo ampio
Abbiamo lavorato per rendere più ampio il nostro sguardo, occupandoci sia del quartiere che della città, cercando di muoverci tutti lungo questo doppio piano.
Oggi ci sentiamo strumenti e attori di una rete che è in grado di coinvolgere realtà diverse (comitati, associazioni, partiti politici insieme ad altri nuovi e magari inediti soggetti) in modo paritario su singole questioni la cui soluzione sia sempre trovata nell’ambito di una visione più ampia e articolata della città.
In questo senso la nostra è una proposta politica, non anti-politica o anti-partiti.
In questo senso abbiamo maturato un’esperienza fatta di decine di proposte e iniziative promosse dai Comitati X Milano nelle proprie zone di riferimento: dal bookcrossing alle proposte sulla mobilità sostenibile, dalle proposte per la progettazione partecipata orientata alla riqualifica e al riutilizzo di spazi urbani abbandonati o degradati, per la valorizzazione e la tutela del sistema del verde urbano, per la promozione di spazi e attività culturali nelle zone, dagli interventi di sensibilizzazione sulla realtà carceraria, sul tema delle ludopatie e della legalità ai progetti di biblioteche sociali, alla proposta di seminari come momenti di confronto e riflessione, ultimo in ordine di tempo, a novembre 2014, il seminario “Spazi e luoghi – la politica ospitale”.
Questo sguardo ampio ci ha permesso di costruire una pratica, comune nell’esperienza dei Comitati X Milano, fortemente legata alle specificità di ogni zona e orientata a coltivare relazioni e sinergie con altri soggetti attivi sul territorio. Una pratica di attenzione e sensibilità che ha visto svilupparsi dai Comitati X Milano altri comitati, gruppi e associazioni che stanno proseguendo propri percorsi su temi e problematiche di specifico interesse per i propri quartieri.


Insomma, nessuno di coloro che hanno lavorato nei Comitati è uguale a 5 anni fa. La primavera del 2011 è stata straordinaria proprio perché ha rappresentato non un evento ma l’inizio di un percorso, nuovo e molto difficile (questo oggi possiamo dirlo).
Ciò che fin qui è stato fatto rappresenta solo l’inizio del percorso, perché siamo consapevoli che il reale cambiamento di Milano deve necessariamente passare attraverso la continuazione, il consolidamento e l’estensione del progetto che ha portato all’elezione di Giuliano Pisapia sindaco. In definitiva, l’obiettivo (ambizioso, per la verità) che i Comitati X Milano si pongono è quello di coinvolgere, con un ruolo attivo il maggior numero di cittadini milanesi nei processi di trasformazione della nostra città, di mettere in campo la capacità di reagire agli eventi in modo consapevole e responsabile, per prevenire e anticipare i problemi e i bisogni futuri e per gestire al meglio i cambiamenti, sempre con un atteggiamento di apertura, ascolto e collaborazione.
Abbiamo imparato moltissimo, siamo consapevoli di quanto non abbia funzionato e di tutto quello che c’è ancora da fare: ma questo non limita la nostra voglia di proseguire lungo questo cammino, anzi!
In coerenza con questo ambizioso obiettivo e con le esperienze fin qui costruite vogliamo continuare ad essere un punto di riferimento perché sempre più persone ritrovino la voglia della politica, ed è in questa prospettiva che saremo al fianco di chi nel governo della città e della cosa pubblica vorrà promuovere reali percorsi di partecipazione e condivisione delle soluzioni e delle scelte.
Siamo altresì convinti che i Comitati X Milano adesso non siano più solo un insieme di persone che hanno la capacità di mettersi al servizio di una campagna elettorale. Siamo ormai persone che possono chiedere e proporre, che possono diventare protagonisti politici.
Ora vogliamo accettare una nuova sfida: quella di un progetto su Milano che parta da noi, dalla nostra esperienza, dai nostri valori, un progetto in continuità con il primo mandato di questa coalizione, ma capace di definirsi al di là del nome del candidato.
Certo sarebbe più facile mobilitarsi attorno a Giuliano Pisapia, ma se Giuliano Pisapia non dovesse candidarsi, noi non abbiamo intenzione di fermarci perché alla nostra città noi non rinunciamo (#allamiacittànonrinuncio).
Ci riterremo sconfitti se non saremo capaci di mobilitare i cittadini milanesi e se, a Milano, non saremo in grado di invertire la tendenza all’astensionismo crescente che si registra ormai in tutta Italia.
Il nostro compito quindi sarà:

  • Continuare a far partecipare (e sempre di più) i cittadini
  • Fare di Milano una città partecipata

Far partecipare sempre più cittadini oggi vuol dire, prima di tutto, coinvolgere tutti i democratici di sinistra che non si sentono rappresentati dai partiti, a maggior ragione in questo momento di confusione e di fortissima discrasia tra la nostra esperienza a Milano e quanto succede in Parlamento. Dobbiamo diventare la rappresentazione plastica di un modello inclusivo, la casa di una sinistra unita e capace di trasformare Milano.
Fare di Milano una città partecipata: più facile da dire che da fare! Dobbiamo prima di tutto considerare che siamo partiti da una Milano socialmente martoriata, nella sua identità inclusiva e nei suoi valori di solidarietà, da vent’anni di ideologia della Milano da bere e dall’affermazione dell’individualismo e della sopraffazione del più forte e da vent’anni di giunte di destra dedite al malaffare.
La partecipazione sta rinascendo dal basso, dalle forme spontanee di solidarietà e di associazione tra cittadini e il nostro compito, oggi come ieri, è di creare le condizioni perché questi nuovi “soggetti intermedi”, che sono le Associazioni, i Comitati, le Social street, così numerosi nella nostra città, facciano rete, escano da una visione focalizzata sui loro scopi e diventino il tessuto connettivo della partecipazione attiva.
Non è così semplice come dirlo. Non esiste, soprattutto, un modello applicabile a tutte le situazioni. La partecipazione a Milano non può proseguire se non con tante sperimentazioni, qualche successo e magari molti insuccessi prima che si inneschi un processo virtuoso che si possa generalizzare e si costruisca un vero e proprio “modello Milano”.
Anche per questo dobbiamo ridare gambe alla rete dei Comitati, proporre dei momenti allargati di riflessione su questi temi, tra noi e le altre realtà che vivono e operano nei nostri quartieri, su che cosa è stato/non è stato fatto in questi anni, su che cosa di nuovo è emerso.
E, magari, sarebbe importante rileggersi il programma uscito dalle officine, sia per rivisitarlo e proporre nuovi temi o nuovi modi di vivere gli stessi temi, sia per scoprire insieme il molto che è stato fatto.
Il processo di miglioramento non ha un punto di arrivo predefinito, è un processo continuo: non c’è un risultato definito cui arrivare, una situazione raggiunta che ci permette di sentirci soddisfatti, ma c’è una direzione verso cui puntare e un metodo da applicare con perseveranza, spostando l’asticella sempre più in là.
E in questi quattro anni la direzione è stata presa e il metodo è stato applicato. Metodo che nelle sue varie accezioni si chiama interesse comune, legalità, giustizia e identità di diritti, solidarietà, partecipazione, si chiama accoglienza e inclusione, si chiama periferie, Milano più viva, Milano più bella.

E’ ora di continuare! E noi continueremo perché alla nostra città non rinunciamo! #allamiacittànonnrinuncio

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